IL GIARDINO DEI PASSI PERDUTI_Verona, 2004_Nicola Brunelli in collaborazione con Peter Eisenman

L’installazione temporanea costituisce la presentazione delle idee architettoniche di Peter Eisenman (Newark, 1932), a partire della lettura formale dell’intervento di restauro e riallestimento del castello scaligero eseguito da Carlo Scarpa.
Il titolo, Il giardino dei passi perduti, fa riferimento alle grandi sale di attesa degli antichi palazzi signorili.
Vengono riproposte nel prato, con le stesse dimensioni e con andamento parallelo al corpo di fabbrica, le cinque sale del piano terra, che divengono altrettante “piazze”, lievemente affondate nel terreno.
Rivestite di lamiera d’acciaio, esse accolgono volumi diversamente inclinati – come se fosse avvenuto un sommovimento tellurico- contenenti una pavimentazione analoga di cemento lisciato intervallato da striature di pietra bianca della Lessinia.
L’onda che sembra levarsi dal terreno crea dune erbose e scopre immaginari scavi eisenmaniani, che rivelano, nella loro stratificazione, temi emergenti dei suoi lavori degli ultimi vent’anni.
La griglia prosegue nelle sale interne al museo, per mostrarsi lì tuttavia solo in punti strategici, che invitano a leggere il rapporto tra le preesistenze ottocentesche e gli interventi novecenteschi di Scarpa.