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Diego Caloi 

Nato a Verona nel 1973 si laurea in architettura presso lo IUAV nell’ottobre 1999, e svolge la libera professione dal 2000.

Interessato al processo di costruzione, studia la materia e i suoi possibili utilizzi e trasformazioni. Nella tradizione vede funzionalità, sobrietà e bellezza, quest’ultima ottenuta senza un’ostinata ricerca.

David Bottos

Nato in Italia e di origini australiane si laurea a Venezia per poi svolgere la sua attività all’estero, partecipando alla realizzazione di edifici di grandi dimensioni con studi internazionali. 

Attratto dal disegno e dal concetto di semplicità da applicare in tutte le fasi d’ideazione e realizzazione, opera sulla grande e piccola scala, cercando di volta in volta di sistematizzare le decisioni progettuali e le soluzioni tecniche.

ClusterLab é uno studio di architettura e design fondato nel 2010 da David Bottos e Diego Caloi che si dedica alla progettazione e restauro di immobili, al disegno di oggetti e allo sviluppo di idee. 

Il metodo di lavoro é ampiamente partecipativo: basato sullo scambio, sulla sperimentazione e sul lavoro multidisciplinare, vuol far collaborare progettisti, clienti, specialisti, artigiani e tutte le figure che possano apportare gli input e le conoscenze necessarie per lo sviluppo del progetto, usando lo stesso strumento dalla grande alla piccola scala. Non c'interessano le imposizioni formali o di temporaneo interesse, che crischiano di offuscare l’obiettivo del progetto, di gravare sull’aspetto economico e d'impatto ambientale del processo produttivo.

Attualmente lo studio sta realizzando progetti di edifici ricettivi, amministrativi, abitativi, restauri, interior design, e recupero di arredi.

Mi piace

 

Mi piace stare all'aperto tutto il giorno, 

in mezzo alla natura (bosco o campo coltivato) o in città (paesino o metropoli):

stando fermo nello stesso posto dal mattino alla sera le cose cambiano comunque, 

mi piace la serie "cattedrale di roen" (Monet): cambiano la luce, il colore, i pensieri, le emozioni, anche se apparentemente non cambia il soggetto;

mi piace la "petit meson" di Le Corbusier, perchè non serve altro;

mi piace il manufatto tradizionale perchè è bello senza sapere di esserlo,

mi piacciono le rielaborazioni degli spazi urbani di Robert Rickhoff, sono suggerimenti preziosi,

mi piace la sobrietà, vero lusso che nasce dalla sintesi.

(Diego Caloi)

 

 

Mi piace il Century GOTHIC,

Il TAHoma e il TELEgrafico

Orson Welles e Stanely Kubrick,

Federico Fellini

e la magia di Berlanga,

il crudo John Fante

e il vero Roberto Bolaño.

Il rosso sull’argento

e il cielo di Madrid.

Coltivare il giardinetto di una casa racchiusa fra pareti alte e parlare con gli amici.

La Pazienza di Moebius e le loro visioni romantiche,

le piazze piccole e vecchie e il raccoglimento dei loro palazzi.

La casa Farnsworth, il giardino che le passa dentro, come guarda di sottecchi il fiume e la purezza dei suoi dettagli.

Ma, al di sopra di qualunque cosa, mi piace guardare com’è fatto l’essere umano.

(David Bottos)