​© 2023 by ClusterLab.

  • Instagram Clean Grey
Clustertown.

David Bottos - Nicola Brunelli - Diego Caloi, 2009

 

 

INTRODUZIONE

 

Il lavoro dell’architetto spesso vive una contraddizione intrinseca. Considerando che la questa professione consiste nell’intento di migliorare la vita dell’essere umano costruendo edifici o intervenendo nella gestione e sistemazione di aree urbane, molto spesso il risultato di sforzi e di idee rimane frustrato dall’impossibilità di passare dal progetto alla costruzione reale.

Questa frustrazione é paragonabile all’impossibilità di un artista plastico di eseguire una opera pensata ma troppo complicata o costosa da realizzare. La soluzione di questa contraddizione intrinseca consiste nel fatto che nel lavoro dell’architetto, come in quello dell’artista in generale c’é una componente molto importante che riguarda il progetto, ossia la traduzione delle sue idee in intenzione reale, chiara e definita. Il progetto, oggi piú che mai, ha un’importanza vitale poiché porta con se il germe di teorie e di pratiche che non devono cadere nella dimenticanza ma sempre piú sono oggetto di studio e di ispirazione. Il progetto sta assumendo sempre piú un interesse parallelo e autonomo rispetto alla sua realizzazione. 

Gli strumenti informatici ed i mezzi di comunicazione che ci sono a disposizione oggi giorno aiutano a stigmatizzare l’importanza della pratica progettuale e a dargli un’autonomia rispetto alla realizzazione. In questo modo il progetto partecipa alla storia del’architettura e sviluppa teorie e idee indipendenti che possono partecipare nella pratica dell’architettura in generale e nella costruzione in particolare.Internet é uno di questi mezzi fondamentali che permette alla creativitá di non essere fine a se stessa ma di essere usata per la diffusione e l’intercambio di idee, cosa fondamentale per lo sviluppo della pratica aschitettonica o artistica in generale.

 

 

 

LA CITTÁ

 

Cluster Town é una cittá immaginaria realizzata su internet il cui sistema di funzionamento é basato sulla partecipazione e interazione dei differenti iscritti (o cittadini) che, apportando i loro modelli tridimensionali di progetti realizzati, vanno generando la cittá e assistono al suo sviluppo e alla sua evoluzione.

Lo siluppo di tutto ciò che si verifica in Cluster Town dipende dal passare del tempo, dalla interazione fra le differenti entitá architettoniche e dalla loro relazione con gli avvenimenti sociali, economici e culturali che avvengono nel mondo.Da questo concetto deriva il nome di Cluster (=grappolo) Town (=Cittá), ossia una realtá generata dalla partecipazione di molte entitá, da un gruppo di persone e da avvenimenti che interattuano fra loro.

 

Ci troviamo in uno spazio piano, illimitato, senza cambi altimetrici e senza interferenze naturali di alcun tipo come mare, fiumi, colline, faglie geologiche o disastri climatici. Insomma, un foglio in bianco, una “tabula rasa” libera da qualunque influenza che possa conferire alla cittá un carattere specifico, vernacolare o comunque soggettivo alla localizzazione. Questo sará il punto di inizio dal quale si comincierá a sviluppare un complesso urbano visto non come qualcosa di reale ma come una simulazione dello sviluppo di una cittá qualsiasi, potendone seguire la vita passo a passo ma con il fattore tempo compresso. Con queste premesse internet sará il formato ideale per la realizzazione del progetto.

 

La necessitá di una condizione di “tabula rasa” nace dall’intenzione di simulare la creazione di una cittá consona piú al secolo in cui viviamo che alla cittá “classica” la cui genesi era determinata piú da condizioni geografiche, storiche, economiche, politiche e climatologiche che da una pianificazione urbana fatta a tavolino, come ultimamente succede con le nuove forme urbne (da Chandigarh e Brasilia, alle cittá fasciste, alle nuove megalopoli Cinesi, Sharm El Sheikh, Dubai, Cancún, Sylicon Valley ecc…).

La struttura di questi complessi urbani che stanno nascendo normalmente dipende piú da delle necesitá contingenti e ha la tendenza di assumere un carattere monotematico (cittá dormitorio, cittá turistiche, cittá amministrative, cittá colonizzatrici, cittá tecnologiche, …). Questo nuovo sistema di genesi urbana é di gran lunga differente dal lento sviluppo organico, risultato di secoli di vita, di facimenti di disfacimenti, piú vicina al metodo di prova-errore tipico della cittá classica. La pianificazione dei nuovi insediamenti urbani spesso nasconde in se un carattere incondizionale, divino e allo stesso tempo di principio e di fine.

Questo contesto cela la illusa arroganza dell’architetto e del pianificatore ma riduce ai minimi termini le condizioni di principio di un organismo urbano. Ed é qui che troviamo il momento piú adatto e piú profiquo per intromettreci nella sottile linea che si crea fra la simulazione e la realtá generando un modello che cerchi di approfittare dei dati e degli insegnamenti che possono dare le due realtá: da una parte la nuova cittá del secolo XXI progettata a tavolino e in un tempo limitato, dall’altra la simulazione astratta del suo funzionamento basata su dati reali.

Introducendoci nella fessura dove la realtá comincia ad avvicinarsi alla simulazione (la progettazione delle nuove cittá che stanno fiorendo nel mondo é molto differente da Cluster Town?) potremmo giungere a conclusioni che possono aiutarci a dare un passo avanti nella pratica dell’urbanistica e potremmo ottenere informazioni che, pur sempre prese con le adeguate riserve, possono essere interessanti per il conoscimento del funzionamento urbano e possono generare dati che siano il piú obbiettivi al possibile e che si allontanano dalle sempre piú opinabili teorie urbanistiche. Si prendono come traccia questi nuovi modelli di cittá, oltretutto, perché sono caratteristici dei paesi emergenti (Cina, Russia, India, america latina …), paesi “vergini” sotto molti punti di vista e che, per la loro deficienza di infrastrutture basiche sono obbligati a rispondere in maniera massiva e sempre piú rapidamente alle necessitá che impone la marcia forzata del mondo globalizzato.

 

 

 

 

REALIZZAZIONE

 

Questo modello di cittá si realizzerebbe nella rete e sarebbe costantemente a disposizione di tutti perché in qualunque momento chiunque potrá accedere e apportare le modifiche inerenti alla propria partecipazione nel sistema (che dipenderá dal terreno e dalle edificazioni che possiede).

L’apportazione del soggetto consisterá nel caricare nella rete i suoi modelli tridimensionali di progetti utopici, realizzati o irrealizzabili utilizzando Cluster Town come una potente piattaforma di sperimentazione a piccola scala (edificio) e a grande scala (complesso urbano). L’unica condizione é che le differenti apportazioni siano coerenti con il momento ed funzionamento della cittá; per esempio, non avrá senso costruire una centrale nucleare in una cittá di poce decine di case. La pena sará la naturale svalutazione della costruzione, l’abbandono e la perdita dell’edificio. La somma e l’interazione di tutti i cittadini di Cluster Town con i loro edifici unita a fattori economici e sociali esterni dará come risultato la vita e lo sviluppo della cittá. Sará come un organismo vivente che evoluzionerá e si modificherá a seconda delle azioni dei differenti cittadini e dei differenti fattori che influenzeranno l’andamento di Cluster Town.

 

I fattori esterni che partecipano al corso della storia di Cluster Town sono dati economici, sociali e politici del mondo reale che si utilizzeranno in Cluster Town e che non dipendono da nessuna entitá in particolare ma che influenzeranno lo sviluppo della cittá (come nella vita reale). Se gli Stati Uniti attanncano l’Irak e aumenta il prezzo del petrolio questo fatto influenzerá il prezzo del terreno e di conseguenza degli edifici di Cluster Town. Se le azioni della borsa scendono il prezzo degli edifici suole aumentare e se si riduce la quantitá di denaro in circolazione le entrate dei locali di ozio (teatri, ristoranti, musei,…) diminueranno con la conseguente diminuzione del valore di determnate attivitá.

L’aumento o la diminuzione degli affri o del prezzo delle cose influenzerá anche la variazione del valore dei terreni, degli edifici e della loro posizione rispetto al centro della cittá. Tutti questi dati si dovranno basare su fonti ufficiali che si stabiliranno a priori (Ibexx, Banca Mondiale, The economist, Il Sole 24 Ore ….).

 

Partendo dalla base di piano isotropo, infinito e sterile l’idea é quella di introdurre, a partire punto “zero” che sará l’origine di uno spazio illimitato e virtuale, una reticola cartesiana che generará l’unitá di misura minima dello spazio (1m x 1m o 60cm x 60cm) e che ci permetterá di orientrci. Una volta definita l’unitá di misura base e il sistema di orientazione ogni cittadino o promotore, accedendo al sistema, potrá acquistare il territorio necessario per adattarlo al suo progetto e caricare il suo edificio nel terreno da lui acquisito.

Come in tutte le cittá sará necessaria la creazione di una commissione urbanistica che vada poco a poco generando una serie di normtive, direttive e principi da seguire per evitare uno sviluppo caotico della cittá e per seguire lo sviluppo di Cluster Town che, con il tempo avrá bisogno di nuove normative e nuove direttive che si adatteranno alle condizioni contigenti e guideranno lo sviluppo della cittá verso la direzione che si consideri piú opportuna.

Naturalmente, come punto di partenza e come si fa in tutte le cittá realizzate a tavolino si genererá un piano maestro che regirá e guiderá la cittá ai suoi albori. Sarebbe interessante procedere alla redazione del piano maestro in collaborazione con universitá di differenti paesi e con urbanisti e professionisti di differente formazione per poter unire in maniera costruttiva l’eperienza e il pensiero di vari punti di vista, mantenendo il livello sperimentale all’apice delle sue potenzialitá. Una volta definito il piano maestro che guiderá la forma ed il carattere della cittá si potranno definire piani parziali che si affideranno a differenti entitá piú piccole e che saranno un fertile campo di sperimentazione per studi universitari, corsi accademici, entitá private, ecc. In questi punti possono interattuare la comissione urbanistica (che corrisponde alla giunta comunale), corsi o progetti di pianificazione urabana (che definiranno la pianificazione della zona) e corsi di architettura che potranno simulare i problemi reali dell’edificazione e, allo stesso tempo, sperimentare e intrdurre, anche se in un modello virtuale, gli edifici progettati. Tutto ció incrementato con l’apportazione di entitá private che parteciperanno allo sviluppo di Cluster Town attrverso l’introduzione di progetti realizzati, sperimetali, utopici, da realizzare ecc.

Ogni tipo di apportazione, con fine di studio, di sperimentazione, pubblicitario, di pratica architettonica, culturale, commerciale o quant’altro sará di vitale importanza per lo sviluppo della cittá.

In questo modo l’approccio classico del progetto di “cittá ideale” (da Pienza e Palmanova alle cittá di Le Corbusier e Wright a Plug-in City ecc.) che aveva una sua importanza teorica é deviato verso un approccio differente che guarda la realtá attuale ed é basato su dati e tendenze reali, con l’intenzione di riconciliarci con una realtá urbana che rischia sempre piú di scapparci di mano.

 

 

 

 

APPLICAZIONI

 

• Foro di discussione di teorie, applicazioni, nuove tendenze, …

• Database di referenze.

• Analisi dei dati che si possono ricavare dallo sviluppo e dalla vita di CT. 

• Autopromozioni come professionisti, artisti, ecc…

• Pubblicitá di imprese, scuole, universitá, privati e tutti gli enti che partecipano a CT.

• Compra-vendita di prodotti.

• Organizzazione di cicli di video arte, cortometraggi tematici ecc. 

• Esposizioni di arte grafica e multimediale: nel museo di CT.

• Concorsi usando come localizzazione Cluster Town.

• Proposte a studi e artisti conosciuti di intervenire in Cluster Town con un progetto.

• Localizzazioni per progetti scolastici.