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Ristorante e spazi per riunioni a Verona.
Come ridare vita a una corte storica in disuso senza svirtuare la sua conformazione ma adeguandola alle necessità e alle tecnologie di oggi.

 

Costruita verso la fine del XVIII secolo, Corte Campagnetta, deve il suo nome alla “Campanea Minor”, antica fascia di pianura posta tra le colline, l’Adige, Porta Vescovo, Lavagno e lungo la via Postumia; a causa della linea ferroviaria, del raccordo autostradale e della zona industriale, la corte si trova oggi orfana dei possedimenti a Sud e dei relativi  ingressi storici.

La recente ristrutturazione ha convertito gli edifici e le aree esterne ad attività ricettiva, anche con spazi per riunioni e meeting, a servizio del limitrofo polo produttivo, seguendo tre macrotemi di progetto

Ribaltamento a Nord

Il Nord come fronte principale grazie ad opere quali, la riapertura di una porta centrale alla stalla, la realizzazione di un percorso pedonale di ingresso sottolineato da un filare di alberi e da un riporto di terra con scarpata, la trasformazione del letamaio in plateatico sopraelevato, l’inerbimento di ampie fasce a ridosso dei prospetti, l'innesto di un oliveto e la coltivazione a foraggio di un “campo veronese” a ridosso della viabilità principale a salvaguardia della visibilità dei manufatti.

Percorsi e ambiti

Valorizzazione del percorso interno alla stalla che collega longitudinalmente l'arco Est con l'arco Ovest in una sezione a doppia altezza. In questo "portico al chiuso", in prossimità della connessione con il percorso Nord-Sud adibito ad ingresso, sono stati collocati la scala, l'ascensore e i ballatoi a confermare l’originaria funzione di questo spazio a circolazione-distribuzione. Ne nasce una netta divisione tra l'ambito pubblico e l'ambito di servizio che occupa gli edifici e le aree poste a Sud, con ingressi e percorsi sempre separati.

I materiali    

Recupero dei materiali e delle partizioni originarie; il solaio in ferro-laterizio e alcuni solai in legno, sono stati sganciati e reimpostati ad altezza maggiore; le pietre, i laterizi, i legni e le inferriate sono divenute elementi di arredo. Gli intonaci esterni sono stati riproposti in "cocciopesto" per la residenza e in "sabbia di Progno" per la stalla. 

Il nuovo è facilmente riconoscibile: scale e soppalchi sono finiti con cls lasciato a vista, le sopraelevazioni dei tradizionali muri in sasso sono sfalsate e rasate, le travi in ferro di rinforzo sono bianche, i nuovi volumi in ampliamento (cucina e magazzino) pur seguendo la composizione volumetrica esistente, segnalano la loro estraneità per l'intonaco esterno tinteggiato bianco e la copertura metallica.

Fabbrica in Pedavena
S. Martino B. A., Verona.
2020